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Analisi di contesto Il Giglio

Viviamo in un contesto di natura vergine e poco conosciuta con scenari magnifici per coltivare e realizzare le nostre prospettive e nostri progetti.

I piccoli borghi del nostro territorio sono musei a cielo aperto conservati quasi intatti nel tempo raccontano di una vita lenta e antichi saperi, di lunghe giornate animate dai suoni delle piccole botteghe artigiane e scandite dall’andamento climatico delle quattro stagioni. I nostro territorio intriso di storia e leggende tramandate nei secoli e vissute e rievocate dai canti e le feste popolari.

Le amministrazioni dei vari borghi sono custodi di numerosi edifici storici inutilizzati o abbandonati.

Questi edifici hanno un alto potenziale, da sviluppare con progetti mirati tenendo in considerazione L’identità, il contesto e lo stato di conservazione degli stessi. Partendo da questi criteri è possibile sviluppare dei progetti su misura rispettandone la vocazione. Edifici privati di interesse archeologico, storico e architettonico in stati di abbandono e disuso. (archeologia industriale, la rivoluzione industriale) Case privati, opifici, mulini, frantoi, causa dello spopolamento .

Pizzoferrato è arroccato su di una rupe ed  è considerato il borgo di montagna più bello d’Abruzzo.  È un borgo di poco più di 1000 abitanti e ciò che fa di Pizzoferrato un luogo meraviglioso è la sua posizione che dall’altitudine della Maiella si affaccia sul mar Adriatico.  Tra le viuzze in pietra lastricate e gli antichi edifici il tempo sembra essersi fermato. È questo che ci ha ispirati per sviluppare i progetti che uniscono le memorie dei tempi  lenti e  antichi con le conoscenze e le tecnologie di oggi.

Il palazzo Baronale è situato nella parte vecchia di Pizzoferrato denominata  “La Torre”.  Le cronache della parrocchia narrano che la nasce come castello nel XVI secolo e la sua reale dimensione è sconosciuta. Ad oggi dopo la ristrutturazione  con un estensione di  2500 mq  distribuiti su 4 livelli conserva le due torrioni cilindrici e il giardino . Dopo la sua rinascita nel 2019 abbiamo dato al palazzo il nome ”Il Giglio”.

La visione comune con l’amministrazione comunale in particolare con il sindaco Dott. Palmerino Fagnilli è basata sul valore della bellezza, la condivisione, il rispetto e l’amore per Pizzoferrato. L’amministrazione sostiene le iniziative del palazzo in modo pratico. Sviluppiamo progetti culturali in collaborazione.

Nell’ estate 2020 ha organizzato diversi ritiri esperienziali. I ritiri avevano la durata di tre giorni e consistevano in laboratori esperienziali ( autoproduzione di cosmetici naturali, di sartoria con riuso dei tessuti , preparazione di conserve, cucina naturale, panificazione, agricoltura naturale, esplorazione della potenzialità umana,  arte), escursioni  nel Parco Nazionale della Majella,  percorsi di riconoscimento delle erbe e bacche spontanee. 

L’ospitalità de Il Giglio ha proposto un’alimentazione a base vegetale con l’utilizzo di prodotti locali quali verdure, cereali, farine, olio d’oliva, erbe spontanee, formaggi biologici.

In seguito al grande apprezzamento che hanno avuto le pietanze e le richieste di portare con sé un prodotto e rivivere un emozione, si è aperta la potenzialità di sviluppare la produzione e vendita dei prodotti trasformati, principalmente a base vegetale , locali e selezionati.  Da qui nasce la decisione  di creare  un laboratorio comunitario di trasformazione agroalimentare con lo scopo di far fronte alle richieste attuali di un tipo di turismo esperienziale ed è rivolta ad una clientela di nicchia.

A Pizzoferrato esiste la cooperativa comunitaria “ Ajavdè”  e  il territorio è noto per la produzione di una qualità eccellente di patata nera e fagioli “suocera e nuora” .  

La proposta di un  laboratorio comunitario ha diverse motivazioni da parte nostra:

  • valorizzare e sostenere i “frutti” della terra e ridare un nuovo  valore alle antiche conoscenze  rurali,
  • dare input e testimonianza della fattibilità di un nuovo modello d’impresa nelle aree interne,
  • stimolare e sostenere con  questo movimento iniziale le piccole produzioni ed i coltivatori,
  • suscitare interesse  nei giovani non residenti e che sentono l’esigenza di una vita sostenibile da tutti i punti di vista e scelgono di fermarsi qui.